Dispersioni

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Per attribuire le dispersioni al locale portare il puntatore del mouse nel punto indicato dalla freccia e fare clic.

 

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L'elenco visualizza tutte le strutture presenti nell'archivio del lavoro. Selezionare la struttura da assegnare al locale.

 

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Selezionare quindi l'esposizione.

 

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Nota

Al solo fine di effettuare la verifica di trasmittanza termica delle strutture di separazione tra edifici o unità immobiliari confinanti, è possibile inserire tutte le strutture di separazione attribuendo la particolare esposizione Altra UI riscaldata. Tuttavia la superficie eventualmente associata a questo tipo di esposizione non verrà considerata in alcun calcolo e come tale potrà essere lasciata al valore predefinito pari a 0.

 

 

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In caso di ombreggiature selezionare dalla casella a discesa il tipo di ombreggiatura fra quelle precedentemente definite nell'archivio Ombreggiature del lavoro. Se non si seleziona alcuna ombreggiatura il programma attribuirà il codice riservato 0 e non considererà alcun fattore di ombreggiatura. Tuttavia, se si seleziona una delle ombreggiature e successivamente si volesse tornare alla situazione precedente (nessuna ombreggiatura), non sarà più possibile assegnare l'ombreggiatura con codice 0. In tal caso, come suggerito nel capitolo Ombreggiature, bisognerà definire un'ombreggiatura neutra (con tutti i fattori pari ad 1) che potrà quindi essere attribuita alla dispersione.

 

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Inserire la superficie disperdente (anche in questo caso è possibile inserire una formula). La superficie inserita comprende anche eventuali finestre e relative nicchie e cassonetti. Il programma infatti da questa superficie dedurrà tali elementi, se presenti (vedi più sotto).

 

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Nota

Dopo avere inserito e compilato una nuova riga oppure dopo avere modificato i dati di una esistente, per salvare le modifiche è necessario fare clic su una cella qualsiasi della riga sottostante (come evidenziato dalla freccia).

 

% PT

Lo scambio termico per trasmissione attraverso i ponti termici può essere calcolato secondo la UNI/TS 11300-1 oppure la UNI EN ISO 14683.

Per gli edifici esistenti, in assenza di dati di progetto attendibili o comunque di informazioni  più precise, per alcune tipologie edilizie, lo scambio termico attraverso i ponti termici può essere determinato da una maggiorazione percentuale della trasmittanza della struttura. (Fare riferimento al prospetto 4 della norma UNI/TS 11300-1 riportato più avanti).

 

Nel caso si intenda calcolare i ponti termici secondo le percentuali di maggiorazione del prospetto 4 della UNI/TS 11300-1, selezionare il tipo di maggiorazione dalla casella a discesa.

 

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In tal caso saranno ignorati eventuali ponti termici (vedi Ponti termici più avanti) attribuiti alla dispersione e saranno adottate le percentuali di maggiorazione riportate nel prospetto seguente.

 

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Fori e ponti termici

 

Dopo avere salvato i dati della dispersione (con il metodo sopra descritto) è possibile aggiungere anche eventuali fori (finestre) e ponti termici. Fare clic su una qualsiasi cella della riga (per esempio all'interno della cella in cui è stata inserita la formula della superficie) in modo che la riga stessa sia quella corrente. La riga corrente è contraddistinta da una freccia nera presente nella prima cella di sinistra, come evidenziato in figura.

 

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Una volta impostata la dispersione a cui assegnare i Fori, è possibile fare clic nella cella Foro visualizzata nella tabella Fori situata sotto a quella delle dispersioni.

 

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Nota

I fori visualizzati sono esclusivamente quelli trasferiti dall'archivio generale nell'archivio del lavoro.

 

Dopo avere selezionato il foro inserire nel campo quantità il numero di fori di quel tipo presenti nella parete disperdente.

 

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Ombreggiatura

In caso di ombreggiature selezionare dalla casella a discesa il tipo di ombreggiatura fra quelle precedentemente definite nell'archivio Ombreggiature del lavoro.

 

Fattore di schermatura invernale ed estivo dovuto ai tendaggi ed alle schermature mobili

Questo coefficiente determina l'energia solare entrante a seconda del tipo di tende presenti nel periodo invernale oppure alle schermature mobili presenti nel periodo estivo. Si tratta di un valore compreso fra 1 (nessun oscuramento) e 0 (oscuramento massimo). Il valore predefinito è pari a 1. La tabella seguente riporta alcuni valori di riferimento suggeriti dalla norma UNI/TS 11300-1:

 

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Il coefficiente riportato nelle colonne Interno/Esterno corrisponde al rapporto tra i valori di trasmittanza di energia solare totale della finestra con e senza schermatura (ggl+sh / ggl).

 

Per abbassare l'indice di prestazione energetica dell'involucro per il raffrescamento estivo (Epe, invol) al di sotto del limite posto dal DPR 59/09, è necessario prevedere per i componenti finestrati l'installazione di schermature mobili, vale a dire che nel campo "Fat. scher. estivo" delle dispersioni andrà inserito l'appropriato fattore desunto dalla tabella qui sopra, a seconda del tipo di schermatura installata.

 

La verifica verrà riportata sia nel report:

 

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sia nella relazione di calcolo:

 

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Si ricorda che per salvare i dati inseriti basta fare un clic in una qualsiasi cella della riga sottostante a quella corrente (quella dell'asterisco).

 

Il programma calcola il fattore di riduzione degli apporti solari relativo all'utilizzo di schermature mobili (Fsh,gl) secondo la seguente espressione:

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dove  fsh,with viene ricavato dal prospetto 15 della UNI/TS 11300-1 seguente:

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Ponti termici

Per inserire i ponti termici lineari secondo l'abaco della norma UNI EN ISO 14683, seguire la stessa procedura. Anche in questo caso bisogna preventivamente trasferire i ponti termici che si intende utilizzare, dall'archivio generale all'archivio del lavoro. Si precisa che i ponti termici inseriti in questa finestra saranno ignorati se nella dispersione sono state assegnate le % PT della UNI/TS 11300-1 (vedi %PT in questo stesso paragrafo).

 

Il programma importa automaticamente anche eventuali ponti termici attribuiti al giunto serramento / muratura. Questi ponti termici, quindi, sono già considerati nel calcolo del serramento stesso e non sarà necessario inserirli in questa tabella.

 

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Nota

Se alla dispersione è stata attribuita la % PT il tab Ponti termici non è disponibile.

 

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In questo esempio abbiamo inserito il ponte termico tipo R9, vale a dire giunto copertura isolata su parete isolata, per una lunghezza pari a quella di contatto della parete con la copertura. Il campo "coeff. attribuzione" permette di stabilire la quota di ponte termico da assegnare alla dispersione. Il ponte termico infatti interessa sia la parete che la copertura. In seguito, quindi, quando andrà inserita la copertura, bisognerà attribuire lo stesso ponte termico con coefficiente pari a 0,5. Naturalmente sarà discrezione dell'utente impostare il coefficiente desiderato.

 

Larghezza

Nel caso in cui nelle opzioni di calcolo sia stata impostata la Modalità_inserimento_misure. con il riferimento interno, allora è necessario impostare anche la larghezza del ponte termico. In questo modo il programma potrà calcolare la superficie esterna disperdente quale somma della superficie interna attribuita alla parete e quella del ponte termico ottenuta secondo la formula:

 

Spt = Lunghezza x Larghezza

 

dove Spt è la superficie del ponte termico.

 

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Dalla figura si può vedere che la larghezza del ponte termico dipende dal tipo di situazione. Per esempio, se stiamo attribuendo un ponte termico di soletta che divide due piani, la larghezza della soletta (ovvero del ponte termico) dovrà essere dimezzata. Ovviamente la stessa cosa dovrà essere fatta per l'altra stanza (vedi anche il paragrafo Ponti termici).

 

Si rammenta di salvare le modifiche con un clic sulla riga appena sotto a quella modificata.

 

Per meglio chiarire questo concetto si guardi il seguente schema dove l'edificio da inserire è visto in pianta.

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Siamo nell'ipotesi di inserimento misure interne. Le dispersioni dei muri A e B sono quindi state inserite con misure rilevate dall'interno. Per considerare le misure esterne mancano le due porzioni dei pilastri (o intersezioni di muro) rappresentate da P1 e P3. Nell'inserimento di questi ponti termici andrà compilato anche il campo larghezza (del pilastro). Il ponte termico in P2, invece, andrà inserito con larghezza pari a 0 in modo da non influire sulla superficie esterna disperdente. I ponti termici in questione sono dati dalla loro lunghezza moltiplicata la rispettiva trasmittanza lineica. Il ponte termico in P2 va per metà attribuito ad A e per l'altra metà a B. Per fare ciò basta inserirlo in tutte e due le dispersioni con il coefficiente pari a 0,5. In alternativa può essere inserito in tutte e due le dispersioni con coefficiente pari ad 1 ma avendo l'avvertenza di dimezzare la lunghezza.

 

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Nota

Se nella sezione Dimensioni della Costruzione/zona è stata selezionata l'opzione Superficie esterna che delimita il volume da input  ed è stata inserita la superficie esterna nel relativo campo, allora è possibile evitare l'inserimento della larghezza del ponte termico.

 

 

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Nota

Trasmittanza termica media.

In fase di generazione del report ed in stampa, il programma calcola la trasmittanza media della parete corrente tenendo conto di eventuali ponti termici ed aree limitate oggetto di riduzione di spessore (sottofinestre e cassonetti delle finestre) e la confronta con i limiti di legge.

 

Inserimento del pavimento contro terra

L'inserimento di questo tipo di dispersione è subordinato al tipo di fondazione impostato nella costruzione.

 

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Selezionare la struttura che costituisce il pavimento, attribuire l'esposizione Terreno ed inserire Superficie e Perimetro esposto. Il campo perimetro esposto va compilato solo nelle dispersione verso il terreno ed è utilizzato dal programma per effettuare il calcolo della trasmittanza equivalente da utilizzare nel calcolo di potenza e di energia. Inoltre, nel caso sia stato selezionato come fondazione il Piano interrato, il programma calcolerà automaticamente l'energia della parete controterra (definita nella fondazione) in funzione della profondità di interramento (definita nella fondazione) e del Perimetro esposto attribuito al pavimento interrato. Per considerare la dispersione della parete controterra nel calcolo della potenza di picco si consiglia di inserire nelle dispersioni anche le pareti controterra (in questo caso non sarà necessario inserire il perimetro esposto).

 

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In modo del tutto analogo inserire la dispersione da attribuire alla copertura.